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La crisi morde anche sul garda

Dopo 13 mesi di picchetto ancora nulla di sicuro per i lavoratori della Federal Mogul di Desenzano. Stiamo parlando di 170 famiglie a piedi, la cassa integrazione è prossima alla scadenza e non ci sono sicurezze perchè negli stabilimenti si torni a lavorare. La multinazionale svizzera fa orecchie da mercante, la crisi è una buona scusa per delocalizzare, anche se il fatturato è positivo e Desenzano rappresenta una piccola nicchia d'eccellenza, si è brevettato proprio sul Garda il pistone euro 5. Tre inee di produzione seguiranno la via della Polonia e le altre tre andranno in Russia, dove il gruppo ha assunto qualche migliaio di lavoratori iterinali. Il Partito Democratico, da Roma a Desenzano, ritiene che il sito produttivo sia patrimonio della cittadinanza e che si debba mantenere l'attività. Analogo discorso per la cartiera di Toscolano Maderno che sta per lasciare a casa 120 padri di famiglia. E' evidente che entrambi i siti produttivi sono succulent...

Tiziano Treu a Montichiari.

Nel Bresciano +759% di cassaintegrati. La Destra pensa a gonfiare le spese per i pasti degli assessori.

INPS e Tribunale forniscono i dati relativi alla situazione economica nella nostra provincia. Numeri che evidenziano da una parte un debole segnale di ripresa, dall'altro una situazione ancora molto difficile, soprattutto sul fronte occupazionale. A febbraio si assiste infatti ad un aumento del 759% su base annua della Cassa integrazione straordinaria a fronte di una frenata di quella ordinaria che registra un meno 38% rispetto allo stesso mese del 2009. Non si tratta di un segnale positivo, anzi. La straordinaria, si sa, rappresenta nella stragrande maggioranza dei casi l'ultimo appiglio prima della disoccupazione vera e propria. E la situazione non appare difficile solo per i lavoratori. Anche le aziende annaspano: lo dimostrano i dati relativi ai fallimenti pronunciati dal tribunale: 38 aziende hanno chiuso per sempre i battenti, 17 a febbraio.

Lunedì 15 Marzo: migliaia e migliaia in piazza a Brescia per i diritti e per un fisco giusto

Nel silenzio generale dei Media nazionali (clicca qui), si stanno portando via l'articolo 18 (clicca qui). Poi c'è la profonda crisi a cui il governo sembra essersi dimenticato, poi ci sono i diritti negati degli immigrati. Queste e altre sono le premesse che hanno portato migliaglia di lavoratori in piazza. Piazza Loggia piena di studenti, lavoratori e pensionati. Un serpentone lunghissimo che, partito da piazza Repubblica, si è ingrandito sempre più e si è unito con il corteo dei lavoratori Iveco e degli studenti in piazza Garibaldi. Numeri molto grossi questa mattina a Brescia, forse addirittura inattesi, per lo sciopero generale della Cgil per un fisco giusto, per un lavoro dignitoso e per i diritti dei migranti. Nelle fabbriche le adesioni sono state alte, superiori al 60 percento, e significative sono state le astensioni dal lavoro anche nei settori della Funzione Pubblica e di altre categorie. Diverse migliaia le persone in corteo, dietro lo striscione della Camera d...