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Visualizzazione dei post con l'etichetta riforma scuola

Adro, sabato mattina: per la scuola e per la laicità delle istituzioni

"Filippo da Coccaglio e Silvio da Adro mi invitano a partecipare alla manifestazione di sabato mattina nel Comune bresciano di Adro (dalle 9 alle 12). Ci andrò. E chiedo a tutti di fare lo stesso. Perché si promuova, in modo pacifico, quel che rimane della scuola pubblica. E della laicità delle istituzioni. Seguo con qualche apprensione la riflessione sul Sole delle Alpi (è un simbolo dei celti, certo, anche il fascio littorio è un simbolo dei romani) e mi associo al titolo di apertura del Fatto di stamane: perché nessuno fa niente? Perché nessuno, oltre ai simboli, non ha nulla da dire rispetto al menu della mensa che discrimina accuratamente i bambini figli di altra cultura? Perché nessuno si rende conto che la scuola è di tutti o di nessuno? Domande a cui cercheremo di dare risposta. Cogliendo l'occasione, però, per parlare di scuola e di laicità delle istituzioni. Perché, come diceva Matteo Renzi, ieri, in un'intervista alla Stampa, qui ci vuole la r...

La pagella scolastica del (quasi) ventennio lombardo

Aiuti di Stato. L'80% delle risorse regionali lombarde, più di 50 milioni di euro, vanno alla scuola privata. Sono 61.125 gli studenti privatisti che ricevono il buono scuola, mentre viene erogato a solo 5 studenti nella scuola pubblica. Questo a fronte di una netta maggioranza di famiglie (90,92%) che scelgono di mandare i figli nelle strutture pubbliche. Ma come vengono spesi i fondi lombardi per l'istruzione? In 15 anni di governo formigoniano, la torta si è progressivamente spostata sul "buono scuola" ottenendo sempre più fondi. Rimangono le briciole per premiare il merito e gli studenti meritevoli, 7% delle risorse, e un contentino per aiutare gli studenti disabili, solo il 4%. Chi beneficia degli aiuti economici? Ci si aspetterebbe che i fondi vadano alle famiglie più bisognose, ma ancora una volta dobbiamo fare i conti con un dato di profonda ingiustizia sociale. Il 61% delle risorse stanziate con il buono scuola gonfiano le tasche dei redditi medio e me...

Scuole bresciane in piazza: «Lo Stato ci deve 2,5 milioni»

La scuola bresciana scende in piazza per protestare contro i tagli. Lo farà tra due sabati, il 6 marzo. «Non siamo qui per difendere la scuola pubblica in astratto ma le scuole concrete, da tempo in grossa difficoltà». Così Salvatore Cinque, direttore amministrativo delle scuole medie Bettinzoli-Pascoli, ha aperto l’assemblea di martedì sera nell’auditorium dell’istituto di via Caleppe, che ha deciso la clamorosa protesta. A riempire - e scaldare - la sala, moltissimi genitori e insegnanti delle scuole bresciane: oltre alla Bettinzoli-Pascoli, Leonardo, Torricella, Rodari, Arnaldo, Lana-Fermi, San Polo, Tiboni, 28 maggio e scuole materne comunali. IL MOTIVO DELL’incontro? «L’impossibilità a garantire il servizio essenziale a causa di una situazione economica insostenibile - spiega Cinque -: il Ministero da 2 anni non rimborsa più le spese che la scuola è costretta ad anticipare e il Comune, rompendo il patto di stabilità, ha tagliato i fondi. Il risultato è che non abbiamo soldi per...

Ecco come cambia la scuola