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Visualizzazione dei post con l'etichetta politica regionale

Novità sul fronte "acqua pubblica"

"Il Consiglio regionale, dopo una giornata intera di dibattito, interpretato in prevalenza dai consiglieri del Pd, ha rinviato la discussione degli ordini del giorno sul Pdl dell'acqua al 23 dicembre. La speranza è quella che arrivi, nel frattempo, la proroga a livello nazionale dell'abolizione degli Ato, al centro del progetto di legge di cui stiamo discutendo, che riguarda governance e modalità di gestione del servizio idrico." (fonte civati.it) Intanto sul Garda, Toscolano Maderno si aggiunge ai Comuni per l'acqua pubblica, votando la mozione presentata dal pd per inserire nello statuto i valori dell'acqua pubblica, risorsa priva di rilevanza economica e quindi non privatizzabile. Arriviamo così all'approvaizone di un terzo delle mozioni presentate dai circoli del pdgarda, due con Sindaci di csx e tre in amministrazioni pdl/lega.

I Mille di Adro

«Piove, governo Adro». La battuta è fin troppo facile. Ma le mille persone bagnate che hanno accompagnato, oggi, la mattinata tricolore si sono finalmente mobilitate, contro il Sole delle Alpi e anche contro le nuvole padane, e lo hanno fatto per la prima volta dopo tanti anni di silenzio di un centrosinistra troppo poco orgoglioso di sé e dei valori repubblicani che dovrebbe difendere prima di ogni altra cosa. Come se tutto quello che sta accadendo da vent'anni fosse normale. Tanti, erano, oggi in piazza. Tantissimi i ragazzi, anche per rispondere alla solita domanda: «dove sono i giovani?», perché forse oggi c'era un motivo per ritrovarsi. E ci si è ritrovati, tutti, dal Popolo Viola all'Udc, senza star lì troppo a chiedersi chi fosse il vicino di striscione. Con il tricolore e la Costituzione, per cercare di ricordare a tutti e prima di tutto a noi stessi che la sfida culturale (in questo caso, sottoculturale) va raccolta. E che la scuola di Adro deve esser...

Adro, sabato mattina: per la scuola e per la laicità delle istituzioni

"Filippo da Coccaglio e Silvio da Adro mi invitano a partecipare alla manifestazione di sabato mattina nel Comune bresciano di Adro (dalle 9 alle 12). Ci andrò. E chiedo a tutti di fare lo stesso. Perché si promuova, in modo pacifico, quel che rimane della scuola pubblica. E della laicità delle istituzioni. Seguo con qualche apprensione la riflessione sul Sole delle Alpi (è un simbolo dei celti, certo, anche il fascio littorio è un simbolo dei romani) e mi associo al titolo di apertura del Fatto di stamane: perché nessuno fa niente? Perché nessuno, oltre ai simboli, non ha nulla da dire rispetto al menu della mensa che discrimina accuratamente i bambini figli di altra cultura? Perché nessuno si rende conto che la scuola è di tutti o di nessuno? Domande a cui cercheremo di dare risposta. Cogliendo l'occasione, però, per parlare di scuola e di laicità delle istituzioni. Perché, come diceva Matteo Renzi, ieri, in un'intervista alla Stampa, qui ci vuole la r...

«Service Tax», nuova imposta di 353 euro per chi vive in città

LA NOVITÀ annunciata dal Governo - come evidenziato da Il Sole 24 Ore - sarà definita questo mese da uno dei cinque decreti di attuazione del federalismo fiscale. Farà sintesi di tutte le voci del fisco del «mattone» tuttora in essere; le componenti saranno Ici, Irpef su affitti e seconde case, imposta di registro e ipocatastali sulle compravendite. Saranno le città lombarde, più in generale quelle del Nord, con i più alti livelli procapite della nuova imposta immobiliare unica: potrebbe diventare una delle voci più significative sul fronte delle entrate comunali. UN DATO dal quale non si discostano di molto quelli di Milano, Lecco, Como, Pavia e Biella. Poco distante Brescia che, a livello nazionale, si piazza al 24° posto con 353 euro procapite, 67 milioni di raccolta complessiva pari al 18,4% delle entrate della Loggia. L'impatto nella nuova tassa sarà legato anche alla posizione turistica: quanto più un Comune è ubicato in zona di vacanze, ricco di seconde case e con maggio...

Quant'è il Q.I. di Zaia?

Non si dovranno trapiantare organi a quelle persone che abbiano un quoziente intellettivo al di sotto del punteggio 50. Nemmeno a chi abbia di recente tentato il suicidio. Anche in questo caso non ne vale la pena. Perchè la comunità dovrebbe dare un fegato a uno che ha cercato di uccidersi? E se lo fa un'altra volta? E' uno spreco. Perchè bisognerebbe dare un rene a una persona down, a un ragazzino con un deficit dell'intelligenza? Perchè lo chiede sua madre? Ma andiamo, su. Basta con questi buonismi pietosi. Si trapianta qualcuno che valga la pena trapiantare: i malati potenzialmente sani. I malati cronici no. Un demente, un handicappato: che si trapiantano a fare, tanto sani non tornano. L'estensione del criterio a chi ha tentato il suicidio è se possibile persino più aberrante. E' come stabilire per legge che non esista la sofferenza dell'anima, il dolore disperato e profondo - emendabile, tuttavia, chi non lo spera? E' come stabilire nelle linee gui...

In quanti saranno a cadere con lei?

Ignazio Marino interviene sul contributo di 250 euro mensili della Regione Lombardia per le donne che rinunciano all'interruzione di gravidanza. Una riflessione che condivido e che vi prego di commentare e diffondere. 4.500 euro. Tanto vale per la Regione Lombardia il figlio di una donna che rinuncia all'aborto. 250 euro al mese per 18 mesi e poi una pacca sulla spalla alla disperazione di chi quel figlio lo deve nutrire, vestire, riscaldare, mandare a scuola. Crescere. Un contratto a progetto di un anno e mezzo e poi via, nell'alto mare aperto, come quei ricercatori capitani di ventura di brunettiana memoria. Il requisito indispensabile per ottenere l'assegno è che vi siano problemi economici alla base della rinuncia alla maternità. E allora mi chiedo: quante coppie rinunciano alla maternità per problemi economici? Centinaia di migliaia. E non c'è di mezzo alcun aborto. Semplicemente si vive in una condizione di precarietà strutturale e tale instabilità perme...