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Sirmione. Bocciata la mozione sull'acqua pubblica.

La maggioranza, nel Consiglio Comunale Sirmionese del 1° Aprile, ha bocciato la mozione per l’acqua pubblica presentata da “Forza Sirmione Democratica”. Il testo era stato anticipato lo scorso consiglio e si era data piena disponibilità alla discussione e al confronto, infatti è seguito un colloquio con il Sindaco Mattinzoli (pdl) che si è sempre professato strenuo sostenitore dell’acqua pubblica. Con il decreto Ronchi verrà espropriata la gestione dell’acqua, per dare vita ad una sua privatizzazione dai costi sociali ed economici inimmaginabili.

La mozione per l’acqua pubblica è uno strumento che intende valorizzare l’azione del consiglio comunale, dandogli la possibilità di esprimersi più incisivamente negli organi competenti. Il testo, preparato dal forum nazionale dei movimenti per l’acqua, chiede che nello statuto comunale venga riconosciuto «il diritto umano all’acqua, ovvero un bene comune pubblico», inoltre, di «promuovere nel proprio territorio una cultura di salvaguardia di questa risorsa», di approvare infine, tramite l’Ato, azioni di sensibilizzazione «sulla riduzione dei consumi in eccesso e una rimodulazione della tariffa tale da garantire la gratuità di almeno 50 lt. per persona al giorno così come suggerito dall’organizzazione mondiale della sanità».

Non c’è stato un voto di merito, viste le precedenti dichiarazioni del Sindaco era difficile aspettarsi una contrarietà sui principi cardine della mozione, ovvero intraprendere tutte le strade per mantenere la gestione dell’acqua pubblica. La sorpresa è arrivata quando il vice-sindaco Wilde, ex-senatore Leghista, si è spinto in una difesa della legislatura attuale, arrivando a dichiarare infine di essere favorevole alla privatizzazione dell’acqua. L’esponente del Carroccio ha definito la nostra mozione non accoglibile in quanto si è richiamato un quadro legislativo errato e si propongono azioni che non competono al Comune, aggiungendo che se fosse passata in parlamento la mozione sarebbe stata bocciata per vizi di incostituzionalità. . «Noi siamo per la liberalizzazione e la privatizzazione perché le leggi sulla gestione del bene idrico ci sono già, quindi il contenuto di questa mozione è superato dalle norme esistenti, piuttosto - ha continuato l’ex senatore - è una mozione politica ed ideologica». Dare la colpa all'Europa è infondato, infatti non esiste nessuna norma europea che obblighi l'Italia a privatizzare l'acqua, nemmeno la direttiva Bolkestein (vedi pag.50) sulle privatizzazioni e le liberalizzazioni, in quanto esclude, proprio all'articolo 1 quei settori che sono d'interesse pubblico.Trasmetteremo queste solide convinzioni alle migliaia di consigli comunali che si sono espressi a favore dell’acqua pubblica!


Procede invece l’azione legale intrapresa dal Comune di Sirmione contro il commissariamento, sostenuta da una contrarietà al decreto Ronchi che porterebbeun aumento dei prezzi del servizio idrico. Il Sindaco è per l’acqua pubblica, il vicesindaco per la privatizzazione, possono esserci posizioni diverse in una maggioranza su un tema così importante?

testo mozione

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